Fumoir è un termine che forse non dice molto al grande pubblico. Agli aficionados, invece, evoca immagini ottocentesche di gusto ed eleganza tipicamente legate a sigari e pipe.
In effetti, la "stanza per fumatori" è un fenomeno tutto al maschile e tipicamente ottocentesco, pensato dalla high society postnapoleonica per permettere agli uomini di ritirarsi, dopo cena, tra loro senza infastidire le gentili signori con l'odore del sigaro e della pipa. Del resto, in quest'elenco manca la sigaretta, all'epoca fumata esclusivamente dai ceti più bassi e, quindi, appannaggio, per così dire, dei lavoratori manuali: solo dal tardo Ottocento, con l'emergere del dandysmo decadente e, quindi, di una polemica antiborghese, la sigaretta sarebbe divenuta simbolo di emancipazione sociale e di protesta contro il capitalismo, simboleggiato dal sigaro.

In queste men's rooms gli uomini accendevano i propri sigari, spesso offerti, secondo l'etichetta, dal padrone di casa, che teneva un apposito box per gli ospiti in bella vista sulla propria scrivania o accanto al mobile bar, tra l'altro prontamente saccheggiato dagli ospiti. In effetti, il fumoir celava anche alle gentildonne lo spettacolo imbarazzante dei propri uomini discretamente brilli e intenti a discorsi e giochi non propriamente accettabili alla presenza delle signore, quali il biliardo il whist, un classico gioco di carte in voga all'epoca. Tuttavia, accanto a queste funzioni "discrezionali", la stanza da fumo svolgeva anche il ruolo di sala "dei bottoni", nella quale si prendevano decisioni talora molto importanti.
Lo stesso arredamento di tali stanze era consono a tali ruoli: uno degli esempi più notevoli nel nostro Paese risulta quello del castello di Donnafugata (Ragusa), con decori con leoni rampanti che reggono pipa e sigari intrecciati sulla carta da parati. Altro esempio, poi trasformato in biblioteca e visibile nella figura, era a Villa Pignatelli a Napoli.

La maggior parte dei signori aveva un solo club, che corrispondeva a stretto contatto con l'identità commerciale o socio-politica. Intrattenimenti pubblici, come le performance musicali e simili, non erano una caratteristica di questo tipo di club, che, in effetti, come si può arguire, erano"seconde case", nel centro di Londra, dove gli uomini potevano rilassarsi, mescolarsi con i loro amici, giocare a giochi di società, ottenere un pasto, e in alcuni club pernottamento. I club più ricchi furono costruiti dagli stessi architetti come le più belle case di campagna del tempo, e avevano diversi tipi di interni. Erano un rifugio ideale per gli uomini che volevano allontanarsi dalle relazioni femminili o per i giovani neo-laureati trasferitisi a Londra, che di fatto vivevano al loro club per due o tre anni, prima che potessero permettersi di affittare una casa o un appartamento .
O' Lione is back!!!! bentornato Forest!!! come sempre un articolo affascinante e di spessore! ;)
RispondiEliminaOttima chicca del reparto storico. complimenti
RispondiEliminaGrazie mille...cerchiamo, come sempre, di fare informazione a 360 gradi!
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