24 aprile 2014

Fumiamo insieme: NICARAO ANNO VI – Gordito


PAESE: Nicaragua
Wrapper: Nicaragua, Jalapa
Blinder: Nicaragua
Filler: Nicaragua
Largo: 105 mm
Grueso: 20 mm
Vitola de Galera: Petit Robusto
Cepo: 50
Alla vista si presenta con la doppia anilla dai colori primaverili che riassumono anche le sensazioni che mi ha trasmesso durante l’intera fumata.
Sigaro di buona costruzione, con fascia uniforme Colorado/Colorado Maduro, liscia, senza venature pronunciate; al tatto secco e vellutato.

A crudo emana un profumo di media intensità con buon aroma di fieno e legno.

Al palato un fumo gradevole, cremoso, asciutto al punto giusto: leggermente sapido e piccante nella prima parte a cui si aggiunge un lieve tono acido molto gradevole.

La fumata inizia con un grado medio-forte per prosegue nella parte centrale con una forza media e salire a forte sul finale; buona anche la quantità di fumo grazie al tiraggio eccellente. 

Pur essendo un piccolo sigaro, l’intensità degli aromi e buona, con un crescendo di legno, pepe, che prepara dopo il primo tercio all’innesco di aromi floreali, un tripudio di erbe aromatiche e fieno, per chiudere con l’aroma speziato e di caffè che ricorda altri prodotti del Nicaragua.



Per tutti i 60 minuti della fumata che definirei piena ed appagante, la combustione è rimasta regolare, costante anche nelle pause, con una elevata temperatura del braciere che mi ha dato filo da torcere per poter assaporare anche gli ultimi centimetri della mia “vittima”. La cenere è compatta, bianca, leggermente striata.

La fumata è di qualità fine con un buon equilibrio complessivo e soprattutto con un prezzo competitivo (eur 5.50) adatto ad un pubblico ampio e variegato.

Mi ha lasciato una piacevole sensazione primaverile lo definirei perfetto per dimensioni e intensità alle fumate estive, da gustare comunque in relax per la forza non banale, adatto anche a un dopo-pasto leggero, aperitivo.



L’abbinamento ad un Armagnac la trovo buona anche se durante la stagione calda si abbina alla perfezione con un caffè freddo shakerato assolutamente non zuccherato che ho molto apprezzato nella seconda parte della mia fumata.


14 aprile 2014

Educare il palato


Quante volte abbiamo sentito o letto qualche recensione in cui c'è scritto che per comprendere un certo sigaro il palato va educato, che è un prodotto per soli intenditori, che non è un sigaro per neofiti, ecc. In queste frasi può esserci un fondo di verità oppure di millanteria da parte di chi scrive, come a "buttare le mani avanti" per pararsi da eventuali critiche sulle recensioni e le impressioni riportate per un certo prodotto. In realtà il palato va continuativamente educato, e di seguito ci sono alcuni spunti per farlo, ma sono pochi i casi in cui i sigari di qualità sono percepiti come tali solo dai grandi intenditori (ammesso che si possa parlare di "grandi intenditori" quando si parla di gusto). Il prodotto di qualità, sia esso un puro, un vino o un cibo, deve essere immediato, deve lasciare una sensazione positiva tanto al neofita quanto all'esperto, sebbene il primo riesca probabilmente a percepirlo nel complesso, mentre il secondo possa addentrarsi nei dettagli. E' vero che nel fumo c'è una variabile in più che è quella nicotinica, ed è per questo che ho citato quei pochi casi in cui effettivamente ci sono sigari  non adatti ai neofiti, per chi non è abituato infatti, i sigari di grande formato e grande carica nicotinica possono provocare fastidi e capogiri, per via del fatto che il fisico non è abituato a ricevere quantità signifcative di questo alcaloide. Anche in questo contesto però, se il sigaro è di qualità, in linea di massima deve essere gradevole anche al neofita, anche se probabilmente nn riuscirà a fumarlo per intero.
Detto questo, va da se che apprezzare il contesto generale di un buon sigaro è diverso dall'apprezzarne le sfumature e le peculiarità, e per poter arrivare a questo è necessario educare il palato, ecco allora alcune dritte per poterlo fare:
- Scrivete le vostre sensazioni man mano che fumate: all'inizio non usate uno schema predefinito, ma mettete giù le vostre descrizioni in maniera libera, di getto, in corso di fumata, questo aiuta a ragionare su quello che ci trasmettono i nostri sensi, e a tradurlo in qualcosa di scritto, e il nostro cervello si abitua a codificare e classificare gli stimoli organolettici.
- Usate una Scheda di degustazione: Ne esistono di diversi tipi, più o meno complesse, ma una volta che avete imparato a scrivere il vostro diario personale, utilizzare uno schema predefinito messo a punto da degustatori esperti permette di collocare le sensazioni al posto giusto e di imparare a valutare oggettivamente un prodotto, anche al di la dei propri gusti. Per compilare una scheda affidatevi, se avete possibilità, a qualcuno che già la conosce, oppure alle note esplicative, in modo da chiarire i vostri dubbi sui parametri che non conoscete.
- Fumate in compagnia e discutete dei sigari: individualmente abbiamo diverse chiavi di lettura,  sensibilità  e  memoria gusto olfattiva, il condividere esperienze, non necessariamente con fumatori di lungo corso, può portare alla luce aspetti che non avevamo ancora individuato.
- Variate spesso le fumate: Non fossilizzatevi sui sigari che già conoscete e che sono i vostri must, cambiate spesso fumata, comprate qualche sigaro sfuso anche se sapete già che non sarà esaltante, e cercate di carpirne i pregi ma anche i difetti, il gusto e l'olfatto sono legati come gli altri sensi alla memoria, variare le fumate significa ampliare la propria memoria gusto-olfattiva, e questo aiuta ad apprezzare di più anche i sigari che già ci piacciono.
- Fumate in serie: se avete un tabaccaio abbastanza rifornito, comprate sigari di piccolo formato e "giocate" un po' con le fumate consecutive, prendete sigari identici ma di annate diverse e fumateli consecutivamente per capire gli effetti dell'invecchiamento su tabacchi similari, oppure prendete sigari di formati simili ma provenienze diverse, per apprezzare le peculiarità dei diversi terroir, o ancora prendete sigari che già conoscete, e che ritenete piuttosto simili tra loro avendoli fumati in condizioni diverse, fumandoli di seguito potreste trovare più differenze di quelle che pensavate.
-  Fumate in momenti diversi della giornata: per ragioni di tempo e di praticità tantissimi fumatori dedicano al sigaro il dopocena, fumare però in momenti diversi della giornata può essere utile ad allenare il palato. Al mattino ad esempio, magari senza prendere il caffè, i nostri sensi sono più ricettivi rispetto al gusto e agli aromi.
- Fumate male: ebbene sì anche se può sembrare un'assurdità, se volete comprendere appieno le qualità di un sigaro e le ragioni per cui va fumato in un certo modo piuttosto che in un altro dovete necessariamente passare per l'opposto (un po' per lo stesso motivo per cui fumare sigari non eccellenti ci aiuta a capire i difetti e i pregi di un prodotto), se surriscaldate il braciere con puff ravvicinati, o vice versa lasciate spegnere il sigaro, riuscirete a capire molto sul bilanciamento della liga e sulla qualità dei tabacchi. Un braciere surriscaldato o maltrattato infatti può dare risultati diversi, fermo restando che sarà comunque meno gradevole della fumata corretta. Un sigaro ben bilanciato e ben costruito però sarà comunque mediamente fumabile, mentre un sigaro scarso diventerà letteralmente rivoltante per alcuni puff.
Ovviamente quest'ultimo consiglio, assieme a quello di comprare sigari che già sapete essere mediocri, è un esercizio puramente didattico ed autodidattico, che non va fatto ad ogni fumata. Semplicemente si può fare di tanto in tanto per capire meglio certi prodotti o per mantenere il palato attento a certi dettagli.

12 aprile 2014

Fumiamo insieme: CAMACHO Criollo Monarca Tubos


Vitola de galera: Robusto
Vitola de salida: Monarca
Largo: 124
Grueso: 50
Wrapper: Honduran Criollo ’98
Binder: Authentic Corojo
Filler: Honduran Criollo and Piloto Cubano (Dominican)

Camacho, con la sua linea Corojo è per me uno dei brand di riferimento; lo fumo spesso e volentieri, è un classico.

Il sigaro fumato per questo articolo è invece il Criollo Monarca Tubos, unico esponente italiano per questa linea.

La Criollo e la Corojo sono due linee di Camacho che probabilmente ogni fumatore di sigari caraibici ha visto esposti nei propri tabaccai di riferimento, soprattutto dopo la recente scelta di offrire i robusto unicamente in tubo d’alluminio, o per meglio dire l’importazione italiana (e forse Europea) dato che c’è un anillamento, oltre che un package, diverso dalle versioni oltreoceano.
…Voglia di dare maggior lustro al pezzo? Proporre la “linea economica del brand Davidoff” ad un pubblico di fumatori occasionali che prediligono la praticità? Non ho una risposta; personalmente non sentivo il bisogno del tubo sopra un sigaro già protetto dal cellophane (con conseguente aumento di prezzo da 6.5 a 7.9).

Riflessioni a parte, questo monarca ha una facia colorado con toni dorati, luminosa ed uniforme. Vellutata.
Ottime alla vista la costruzione ed il regolare riempimento.
I sentori a crudo sono ammalianti ed intensi di terriccio, stallatico e muffa umida.

Dopo l’accensione c’è un attacco sapido e leggermente piccante , ed al naso aromi di terriccio, cuoio, cacao e noce.
Nel terzo centale c’è un’apprezzabile evoluzione con un punta di dolce in bocca ed aromi di spezie e caffè.
Nell’ultimo terzo i sapori virano in asprigni ed amari.
La forza si aggira intorno a media, forse medio-forte.

Tiraggio eccezionale, ma combustione scomposta, presuppongo a causa di una crepa che si è formata nella capa durante la fumata, che l’ha rallentata nei suoi pressi (vedi foto).

In conclusione è un sigaro con buoni aromi a crudo ed anche in fumata, ma non entusiasmante e dai sapori piuttosto altalenanti.

Personalmente non rimpiango la mancanza delle altre vitole e non ho trovato un motivo per sostituirlo al pari modulo Corojo.

Apparenza e Costruzione: 4/5
Tiraggio e Combustione: 3.5/5
Forza: 3.5/5
Sapori: 2/5
Aromi: 3.5/5
Evoluzione: 2.5/5
Equilibrio: 3/5
Complessità: 3/5
Finezza: 3/5
Valutazione generale: 3/5

http://sigari.ilmanc.it/camacho-criollo-monarca-tubos/

11 aprile 2014

Fumiamo insieme: NICARAO Especial

NICARAO è stato creato da DIDIER HOUVENAGHEL, conosciuto da molti appassionati per i recenti tour italiani di presentazione delle sue “creature”; giovane ma tecnicamente molto preparato, ha saputo creare sigari innovativi grazie a nuovi blend di tabacchi e ai metodi di maturazione e fermentazione degli stessi. I sigari NICARAO sono fatti a mano con le migliori foglie di tabacco selezionate e coltivate in Nicaragua.
Varietà di Tabacco: Criollo 98 con l'aggiunta di una foglia di Criollo 99. Tabacchi prodotti nelle zone di Estelì e Jalapa, invecchiati da 2 a 5 anni e mezzo, quindi oltre gli standard medi di mercato (da 6 mesi a 4 anni), che conferiscono al sigaro maggiore rotondità e complessità aromatica. 
VITOLA DE SALIDA: Hermoso (internationa Shape) 
VITOLA DE GALERA: Corona Extra (International Shape)
LARGO: 140
GRUESO: 48
TRIPA: Nicaragua
CAPOTE: Nicaragua
CAPA: Rosado Habano – Nicaragua, Jalapa




ALLA VISTA:  l’anilla a doppia fascia e le dimensioni del sigaro sprigionano eleganza, si recepisce la costruzione molto buona e la selezione meticolosa delle foglie, superiori alla media della medesima fascia di prezzo.
A CRUDO: dal piede piacevoli profumi erbacei e sentori di fieno che appagano l’olfatto.
AL TATTO: ben costruito, una capa maduro, oleosa e setosa, priva di venature con ottimo grado di riempimento.
SAPORI:  asciutti e piccanti sino al secondo tercio con un finale più morbido.
AROMI:  la complessità e intensità aromatica che parte dagli aromi di terra, cuoio, legno e sottofondo di spezie, per crescere verso il caramellato, tostato e frutta secca.
FORZA: media
 

 

PRIMO TERCIO: all’accensione il legno e le spezie predominano, con un sentore di pepe tipico della zona di origine; la fumata prosegue asciutta con forza media, si percepiscono nettamente note speziate che non stancano ne pregiudicano l’equilibrio aromatico. Ottimo tiraggio e una combustione perfetta.
SECONDO TERCIO:   permane la medesima paletta aromatica ma verso la parte centrale si nota una prima evoluzione verso note di cacao/cioccolato, la cremosità si schiude e subentrano note di nocciola, noce per sfociare poi in un gusto quasi caramellato, liquoroso, molto suadente. 
NEL FINALE: la forza passa a medio-forte, lievemente tannico, prevalgono le erbe aromatiche. La cenere è solida, compatta, di colore bianco.

SITUAZIONE IDEALE:  dopo i pasti
COMPLESSITA’:  ottima
EVOLUZIONE:  discreta
PERSISTENZA: Buona
EQUILIBRIO: Buono/Ottimo
FINEZZA:  buona/ottima
TEMPO DI FUMATA:  da 60 a 90 minuti 
PREZZO:  8,00 euro
ABBINAMENTO IDEALE:   LAGAVULIN 16 o per chi non ama il torbato un GLENNFIDDICH 18

Una fumata molto equilibrata, appagante, rotonda ed elegante, un blend realizzato magistralmente ad un costo adeguato

10 aprile 2014

Un po' di élite non si nega a nessuno

immagine da sigariavana.it
Prendo spunto dalle recenti discussioni su Cigarforum.it, nate a seguito delle news riguardanti il lancio della tanto attesa nuova edizione dell'enciclopedia di Min Ron Nee (An Illustrated Encyclopaedia of Post-Revolution Havana Cigars), considerata per antonomasia la bibbia dei sigari cubani. Io ho la prima edizione di questo libro, pagata mi pare attorno ai 120 euro (già un prezzo a mio avviso oltre il valore intrinseco), che se oggi rivendessi mi frutterebbe probabilmente non meno di 400 euro. Questa premessa è d'obbligo per iniziare a delineare l'aura élitaria che l'autore ha voluto dare a questa opera, giacchè per la nuova edizione si parla di sole 2000 copie stampate, alla modica cifra (già scontata) di 5000 dollari per 6 volumi... certo era necessario il cabinet di bambù di dubbio gusto per dare un'aura più esotica al tutto e giustificare questo sproposito nel prezzo... Ora, mi chiedo, non senza un po' di amarezza, se sia davvero necessario tutto questo, se il mondo del sigaro non stia nuovamente virando (ammesso che abbia davvero mai cambiato rotta) verso un mondo esclusivamente élitario, in cui anche la conoscenza è da riservare a pochi eletti (per altro eletti dallo status economico). Mi chiedo se la ragione di questo non sia da ricercarsi nel nostro (anche mio) approccio verso certi prodotti, nella ricerca spasmodica dell'esclusività, della serie limitata o regionale, del prodotto vintage, eccetera, che difficilmente giustificherà il suo prezzo con la qualità espressa, e che toglie la materia prima di qualità, che è sempre meno, alle produzioni regolari, alimentando questo circolo vizioso verso l'esaltazione del prodotto blasonato. Mi chiedo se abbiamo perso di vista, e parlo delle associazioni e dei gruppi di appassionati, l'obiettivo primario per cui tutti, o quasi, abbiamo fondato o partecipato a gruppi di questo tipo, e cioè la condivisione di una passione, non di uno status symbol, e non per ostentare qualcosa ma per dividere un piacere con altri. Stiamo probabilmente ricadendo nella cosiddetta sindrome del telepass: se passiamo col telepass e nei caselli vicini non c’è nessuno, il nostro stato d’animo non cambia. Se i caselli vicini sono pieni di gente in coda che aspetta col biglietto in mano, siamo invece più felici. Ma perché non eravamo felici prima? perché quello che ci rende felici non è l’idea di passare, è l’idea che non passano gli altri. Allo stesso modo quanto dell'emozione di fumare un sigaro vintage o una limitata è qualità del sigaro stesso, e quanto invece è la consapevolezza di assaggiare un prodotto per pochi eletti?
Mi chiedo se il sigaro non possa tornare (o arrivare) ad essere per tutti una ragione di incontro conviviale, fruibile tanto allo studente curioso ma squattrinato, quanto al ricco professionista fumatore di lungo corso, e mi domando se non dovremmo essere noi, appassionati e comunicatori, a fare da trendsetter in questo senso, iniziando a dare un po meno risalto alle produzioni e agli eventi élitari, in favore di sigari ed attività più alla portata di tutti. Me lo chiedo e mi rispondo che difficilmente accadrà, perchè se lo si fa unilateralmente si viene tagliati fuori, e collettivamente, è difficile che chi ha comprato prodotti con interesse collezionistico ponga in essere azioni atte a svalutare il proprio investimento. In quest'ultima categoria seppur in piccolo ci ricado anche io, ma siccome il collezionismo non supera la passione, ho deciso di concedermi il lusso (perchè è un lusso molto grande al giorno d'oggi) dell'onestà intellettuale, condivisa in questo post,  indipendentemente dagli interessi.

07 aprile 2014

Fumiamo insieme: SAINT LUIS REY – REGIOS

VITOLA DE SALIDA: Regios
VITOLA DE GALERA: Hermosos n.4 da molti confuso con il Robustos per la similitudine

LARGO:   127 mm
GRUESO: 48

TRIPA:   Cuba
CAPOTE:   Cuba
CAPA:   Cuba
FORZA:   Media

Questo sigaro ha le sue origini a Cuba, prodotto dalla fabbrica fondata nel 1940, le foglie di tabacco sono della migliore qualità, provenienti dalla zona di Vuelta Abajo, vicino a Pinar del Rio, un sigaro eccezionale;
una produzione limitata di soli 60.000 sigari all'anno per mantenere un alto livello qualitativo, un punto di riferimento per molti appassionati per qualità, equilibrio ed evoluzione.



CURIOSITA’: aveva fama di essere uno dei preferiti da Frank Sinatra negli anni '40 quando faceva regolarmente viaggi a L'Avana.

A CRUDO: i profumi sono di intensità media con note di cacao e grani di caffè, direi molto raffinato.

ALLA VISTA: si presenta con una costruzione molto buona, capa liscia, colorado maduro, luminoso, dai toni dorati, uniforme e senza venature in rilievo

AL TATTO: lo definirei setoso, con riempimento regolare.

Durante la fumata nesun problema di combustione, direi perfetta dopo il primo taglio troppo “avaro” della perilla che ho rettificato per aprire il tiraggio, solitamente abbastanza serrato per questo sigaro.



SAPORI: un equilibrio tra dolce e amaro accompagna l’intera fumata

AROMI: un sigaro pieno di aromi, mai noioso, lo definirei un susseguirsi di note ad un ritmo ben orchestrato.

PRIMO TERCIO: parte con una buona complessità con aromi leggermente dolci di spezie, e terra per crescere con note legnose molto gradevoli

SECONDO TERCIO: qui la forza cala, passa da medio/forte a media con percezioni crescenti di aromi di cacao, aromi tostati e caffè

NEL FINALE, si ritrova la forza iniziale e gli equilibri tra aromi tostati e le spezie con una buona persistenza, molto appagante. La cenere è chiara e compatta, non si stacca facilmente



SITUAZIONE IDEALE: dopo i pasti

ABBINAMENTO: whisky single malt che ho voluto forzare con un torbato LAGAVULIN 16, direi ben accoppiato al sigaro che potrebbe accompagnarsi anche ad un Porto

EVOLUZIONE: BUONA
INTENSITA’: OTTIMA
TEMPO DI FUMATA: 45/50 minuti
RAPPORTO QUALITA’/PREZZO: OTTIMO (8,50 eur)
INVECCHIAMENTO IDEALE: periodo ideale di invecchiamento tra i 5 e 10 anni

Sigaro dagli aromi intensi, con un’ottima complessità e intensità aromatica, un sigaro formidabile soprattutto se invecchiato oltre i 3 anni (esemplare da me fumato)