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il contenuto del blog è rivolto a fumatori maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del sigaro, non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda che in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

18 agosto 2017

Guida definitiva per la conservazione e fruizione del sigaro di Kentucky



Le nuove aziende produttrici di sigari di kentucky, affacciatesi sul mercato italiano negli ultimi anni, hanno portato a una differenziazione di gamma notevole rispetto al “solo” sigaro toscano (inteso come marchio, oggi di proprietà MST, ma anch’esso soggetto a cambi di proprietà tra la fine del 1900 e i primi anni 2000). Questo ha dapprima modificato l’approccio di conservazione e, in alcuni casi, si sono perse di vista le esigenze che il sigaro di Kentucky ha, soprattutto se il tabacco utilizzato è di alta qualità. In tempi recenti, il popolo fumoso del web ha sollevato problemi di diversa natura, inclusi difetti di combustione, tiraggio, colorazione anomala della cenere etc., dovuti non tanto a difetti intrinseci dei sigari, quanto piuttosto a nuove (o riscoperte) caratteristiche specifiche di alcuni prodotti, che richiedono più attenzione in fase di conservazione e fruizione. Pertanto quattro importanti gruppi di divulgazione, tra cui due blog (Cigar Blog e Gusto Tabacco) un forum (Compagnia del Tabacco) e il canale youtube di Douglas Mortimer hanno deciso di collaborare per fornire al proprio pubblico un “decalogo” di regole condivise per la corretta conservazione e fruizione dei sigari di Kentucky, soprattutto quelli di alta qualità.  in fondo trovate i link alle rispettive pagine web.
I sigari toscani (ivi intesi anche come sigari di concezione italiana, fatti di tabacco Kentucky) sono stati per decenni considerati sigari popolari,  e in quanto tali fino a una decina di anni fa non si è sentito il bisogno di dare

17 agosto 2017

Ashton: da realtà consolidata, a marchio dinamico, cogliendo nuove sfide senza abbandonare la tradizione


Abbiamo recentemente parlato del Paradiso Quintessence, che segna, ad avviso di chi vi scrive, la maturità della collaborazione tra Ashton e My Father, nonchè la miglior fusione delle due filosofie di prodotto. Quella tradizionale Ashton, di impostazione dominicana, con l'influenza di Fuente, e quella Nicaraguense, che ha un degno rappresentante in Don Pepìn Garcia (ricordiamo che il marchio Ashton si appoggia storicamente a Fuente per la produzione dominicana, e che già da diversi anni ha aperto le porte al Nicaragua, stringendo una collaborazione con Don Pepin, nella fabbrica My Father di Estelì).
Tuttavia, per i fumatori di lungo corso, Ashton non nasce ieri, è un marchio con più di 30 anni di storia, di cui almeno 20 nel gotha del sigaro premium, e che ci ha regalato sigari di livello, sin da quando la produzione di sigari al di fuori di Cuba era ben lontana dalla competitività a cui siamo abituati oggi.
Il Virgin Sun Grown, lanciato alla fine degli anni 90, e da me fumato nei primi anni 2000, ha segnato la prma significativa svolta verso

16 agosto 2017

La Galera Habano: quando il churchill supera il lancero

Per alcuni potrà essere naturale, ma per i lettori di questo blog, che sanno quanto chi vi scrive apprezzi il formato lancero, leggere questo titolo potrà sembrare quantomeno anomalo. In effetti, è la prima volta, credo in assoluto, che in una linea che comprende altri formati oltre il Lancero, trovo una vitola che, al mio palato, risulta nel complesso migliore di quest'ultimo. Solitamente il lancero ha, infatti, caratteristiche intrinseche di formato, che influenzano, a mio avviso in positivo, la fumata anche dal punto di vista fisico, ancor prima che organolettico. Non ho mai fatto mistero del fatto che per me la famiglia delle panatelas (ivi incluse le long- e le short-) rappresenti il punto di arrivo per un aficionado. Vi sono addirittura linee di prodotti, nel mercato del sigaro caraibico, che trovo poco affini al mio palato, e di cui fumo esclusivamente il lancero, proprio per la maggiore affinità che ho con il formato. Oltre ad un motivo intrinseco di dimensioni, normalmente i formati lunghi e sottili hanno ragioni oggettive che giustificano la loro migliore qualità complessiva rispetto ai formati di cepo più generoso. In primis sono più difficili da realizzare, e pertanto le aziende serie impiegano per la loro costruzione i torcedor più esperti, in secundis, mentre in un cepo "over 50" le proporzioni di liga, tra le diverse foglie, hanno un certo margine di approssimazione, man mano che si assottiglia il diametro, questo margine è sempre meno fruibile, e praticamente nullo in un sigaro sotto al 40 di diametro. Per questo motivo, generalmente parlando, un lancero è ottimamente bilanciato (sempre prendendo manifatture di buona qualità, ovviamente), e rappresenta, spesso, l'essenza di una determinata liga.
Con la linea habano de La Galera, marchio prodotto dalla Tabacalera Palma  (R. Dominicana), di cui presto troveremo in italia l'intero vitolario, importato dalla Amerigo Cigars, non riscontriamo eccezioni sul Lancero (Vitola de Salida:Perillas), che è un ottimo prodotto, in cui si ritrovano tutte le caratteristiche positive citate sopra, in relazione al blend proposto (Capa Habano Ecuador, capote Corojo Dominicano, tripa Piloto Cubano, Criollo 98 e Pelo de Oro). Tuttavia, passando dal Lancero al Churchill (Cabeza de Characol la vitola de salida), troviamo forse la miglior "quadra" per questo blend, che interpreta nel contempo la tradizione dominicana, unita alla nuova "spinta" che il paese ha evidenziato negli ultimi anni. Se infatti nell'immaginario del fumatore di lungo corso, la Repubblica Dominicana, che pure è stato il primo

08 agosto 2017

Tanto fumo e poco arrosto! perchè alcuni sigari fanno molto fumo?

Vi sarà sicuramente capitato, nella vostra "carriera" di fumatori, di trovare sigari che emanano una mole di fumo eccessiva dal braciere, anche diversi secondi dopo il "puff", avrete notato come, nella stragrande maggioranza dei casi, i sigari siano di qualità mediocre. Vediamo quali sono i motivi alla base di questo "comportamento" del braciere, e perchè spesso la qualità della fumata è inficiata da questi fattori.

- Sigari dal riempimento troppo lasco: il motivo più frequente legato all'eccesso di fumo è il riempimento troppo lasco del sigaro, si tratta spesso di sigari molto leggeri, in peso, in relazione al loro formato. Lo scarso riempimento permette un passaggio di aria più ampio del dovuto, e conseguentemente la combustione, alimentata dalla maggior presenza di ossigeno, si mantiene a temperature più elevate. Il sigaro in questo caso peggiora proprio per colpa dell'eccesso di temperatura in combustione, che provoca la completa scomposizione dei composti aromatici, diminuendo notevolmente la paletta organolettica.

- Sigari fumati o conservati "male": non sempre l'eccesso di fumo è "colpa" di chi ha prodotto il sigaro, a volte può essere anche il fumatore che fuma o conserva male il prodotto. L'overpuffing (ovvero la fumata troppo rapida in relazione alla tipologia e al formato di sigaro) può dare luogo a

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