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il contenuto del blog è rivolto a fumatori maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del sigaro, non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda che in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

03 agosto 2018

Nostrano del Brenta, Taliano. Prosegue il blend con tabacchi iberoamericani, verso le note più intense

Non è la prima esperienza di blend tra Nostrano del Brenta e tabacchi provenienti dal centro-sud america, è già stato fatto con il Benedettino, che utilizza tabacco dominicano, e con il Fodamenta Nova che usa fascia brasiliana. Entrambe le esperienze precedenti però, hanno mantenuto sostanzialmente l'impianto organolettico, soprattutto in termini di intensità, in linea con la filosofia storica del marchio.
Il primo test di Nostrano del Brenta con tabacco Nicaragua risale esattamente a due anni fa, quando chi vi scrive guidò due panel di degustazione per la definizione del sigaro che avrebbe dovuto chiamarsi Ponente, pensato in collaborazione con il Cigar Club Apuano, rispetto al quale, poi, per motivi non legati ad aspetti produttivi, non ci fu finalizzazione (seguite qui gli articoli in merito alla prima e seconda fase selettiva, e allo stop del progetto).
Il prodotto uscito sul mercato, va sottolineato, non è quello pensato all'epoca. Corretto, da parte dell'azienda, aver ripensato da zero la produzione, nonostante lo stop al vecchio progetto sia stato causato non da volontà aziendali ma da fattori esterni.
Il Prodotto uscito sul mercato un mesetto fa, come anticipato, "cresce" in termini di intensità ed estrinseca aromi nuovi, rispetto al resto della produzione NdB. Le foglie da fascia subiscono una doppia fermentazione (pre e post rollatura), visibile anche dalla maggiore marezzatura della foglia esterna, rispetto ad altri prodotti della gamma. Il ripieno è composto da foglie di Nostrano apicali, invecchiate da 3 a 5 anni, che già conferiscono maggior corpo alla fumata, e da un 25% di tabacco nicaraguense, che intarsia nella paletta gusto-olfattiva note di legni pregiati, spezie e terra, avvertibili in parte a crudo e in maggior proporzione in fumata. Compaiono a tratti note balsamiche, avvertibili seppur in maniera diversa, solamente nel sestiere, per quanto riguarda il resto della gamma nostrano. La forza Media in ingresso progredisce verso il medio intenso sul finale, alle note iniziali si aggiungono cacao e caffè, con lievi nouances di frutta secca e pepe. La paletta gustativa intensifica l'amaro, rispetto alla media del brand, che però non risulta mai dominante, permane la nota dolce, verso l'ultimo terzo compaiono anche sensazioni piccanti.
Ad avviso di chi vi scrive, dopo il sestiere, si tratta del "must" da avere assolutamente, per chi ama questo marchio, sicuramente una innovazione, come lo fu il sestiere stesso, che amplia significativamente il range organolettico. Il rapporto Qualità/Prezzo è ragionevole, anche se un po' meno vantaggioso rispetto al sestiere.

10 luglio 2018

Sigaro Apuano 2018: La quadra per una cru di alta qualità

Ovviamente, essendo stato coinvolto nel progetto fin dall'inizio, ed avendo partecipato alla scelta del blend con i ragazzi del Cigar Club Apuano, sono inevitabilmente "di parte" nella valutazione del prodotto uscito da un paio di settimane sul mercato, anche se credo che la recensione che segue sia perfettamente oggettiva. Tuttavia, l'invito è sempre quello di verificare di persona, comprate anche un solo esemplare, o dividete una scatola da due con un amico, e diteci qui sotto cosa ne pensate. Prima di parlare della qualità e della degustazione, però, occorre spendere due parole sulla nascita di questo sigaro. Si tratta infatti della seconda (o terza se si considera quella con un'altra azienda, poi non andata a buon fine) esperienza in italia, in cui si fa un sigaro con la collaborazione del consumatore fin da principio. Non era mai stato fatto prima da un gruppo di appassionati, e ad oggi è stato fatto unicamente dal CC Apuano, e sono onorato di aver partecipato a tutti e tre i progetti fin dall'inizio.
Si tratta, come nel precedente sigaro uscito due anni fa, di una Cru, ovvero di tabacchi provenienti da un unico appezzamento, da cui sono state selezionate le foglie migliori. Il sigaro, realizzato dalla Compagnia Toscana Sigari, è un long filler, realizzato

21 giugno 2018

Scheda di degustazione per sigari di tradizione toscana

Presentata in anteprima al Festival di san Giustino, nasce la prima scheda di degustazione specifica per i sigari di tradizione toscana. Il lavoro, nato dalla collaborazione ormai di lungo corso con Maurizio Capuano (Compagnia del Tabacco), Daniele Vallesi (Gusto Tabacco) e Fabio Bernieri (Douglas Mortimer), punta a migliroare il sistema di valutazione dei sigari tipici del nostro paese, che sono per caratteristiche intrinseche estremamente diversi rispetto ai caraibici, per i quali esistono diverse schede di degustazione, che venivano usate anche per i sigari "nostrani", con diverse distorsioni nell'interpretazione dei concetti e dei risultati.
Abbiamo quindi pensato di rendere disponibile la scheda, già corredata di note esplicative sul suo utilizzo, per tutti coloro che vogliono approfondire la degustazione o cimentarsi in valutazioni più dettagliate dei prodotti. Ma anche e soprattutto per divulgare in maniera chiara l'insieme delle caratteristiche che salienti che caratterizzano il sigaro di tradizione toscana (sigaro di kentucky fire cured, di foggia tronco o bitronco-conica, con singola o doppia fascia, ripieno di tabacco battuto, o long filler, rollati a mano o a macchina).

in QUESTO LINK trovate la scheda, che sarà anche disponibile permanentemente sulla side bar del blog. 

Come tutti i post che abbiamo fatto in collaborazione con gli altri "divulgatori fumosi" citati sopra, l'uscita è concomitante in tutti i nostri canali di divulgazione, sotto trovate i contenuti di:

Gusto tabacco 
La Compagnia del Tabacco
Douglas Mortimer

20 giugno 2018

Cigars & co. Sigari e non solo, a Milano


Le tabaccherie specializzate in sigari, in Italia, sono in crescita, anche se si tratta ancora di realtà non molto diffuse. Tuttavia, sulle nostre pagine, vi abbiamo parlato di poche tabaccherie specializzate. Quello che a nostro avviso deve avere una rivendita che si rivolge agli aficionados, è, ovviamente una buona selezione di prodotti, di diverse provenienze e che si affaccia senza pregiudizi verso tutti gli operatori del mercato in italia, ma soprattutto ci deve essere passione e competenza da parte di chi la gestisce. E' il caso della tabaccheria di cui vi a parliamo oggi, ovver Cigars and Co. di Fabrizio Losciale.
Dopo anni di conoscenza solo virtuale, ho avuto modo di visitare la tabaccheria di Fabrizio circa un mese fa, in occasione di una successiva serata da lui organizzata con ITA e Manuel Inoa, Master Blender de La Aurora. Entrando nel negozio si ha la sensazione di essere sommersi dai sigari, ed è esattamente la sensazione migliore che un aficionado possa aspettarsi. Sugli scaffali è degnamente rappresentato tutto il caribe, con il meglio di quanto disponibile sul mercato italiano, ma anche la produzione italiana stessa, è presente nella quasi totalità dell'offerta.
Le chiacchiere pomeridiane con Fabrizio, ne rivelano la competenza, sia come appassionato, che come commerciante, che conosce le abitudini tanto del fumatore di lungo corso, quanto del

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