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il contenuto del blog è rivolto a fumatori maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del sigaro, non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda che in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

09 gennaio 2018

Sigari La Galera: una panoramica sulle linee disponibili.

Da qualche mese sono in distribuzione nelle tabaccherie italiane i sigari La Galera, prodotti presso la Tabacalera Palma, sotto la supervisione di Josè "Jochy" Blanco, in Repubblica Dominicana, e distribuiti da Amerigo Cigars. Abbiamo già avuto modo di parlare in anteprima della linea Habano, ed in particolare dell'ottimo Churchill di quella linea, che supera la vitola Lanceros, nonostante la predilezione di chi vi scrive per quest'ultimo formato.
Nel frattempo, abbiamo completato l'assaggio di alcune delle vitolas in commercio (alcune di queste già degustate prima della messa in commercio in Italia,  provenienti dal mercato tedesco, altre acquistate successivamente nel nostro paese). Tra le diverse linee disponibili e ci siamo fatti un'idea della qualità dei diversi prodotti offerti. Ricordiamo che Amerigo ha scelto di importare l'intera gamma del marchio, con tutte le linee disponibili di La Galera, che è uno dei core brand della Tabacalera
Palma (che produce sia marchi propri che custom brand), di cui in italia già abbiamo Aging Room e Cezar Bronner (quest'ultimo un custom brand).

La linea Habano di cui già abbiamo parlato rimane tra le preferite di chi vi scrive. Medio-alta la forza, il corpo è degno di nota, con una paletta aromatica equilibrata, dominata da legno e terra, e inflessioni di spezie, tostatura e cacao. La vitola migliore tra quelle testate è senza dubbio il Churchill (Cabeza de Caracol è la vitola de salida), che anche come prezzo è assolutamente competitivo in relazione al formato (12 euro).

Un'altra linea molto interessante è senza dubbio la Maduro, dove spicca il formato Corona Gorda (VdS "Pegador") come qualità. Sempre presente la nota terrosa, ma affiancata da toni di cuoio più marcati, e da una tostatura più presente connotata da sfumature aromatiche di caffè. Fumata apparentemente più forte in ingresso ma in realtà la forza complessiva è di pari grado rispetto alla linea habano. Leggermente inferiore in eequilibrio, guadagna però in corpo e si adatta meglio a palati aituati a fumate più rustiche, 7,50 euro per il formato corona gorda, conferma il buon rapporto Q/P del marchio anche in questa linea.

Discreta la Corona Gorda anche nella linea 1936, dove però viene superata dal Robusto (VdS Chaveta). Il ripieno, forse leggermente più lasco in fase di rollaggio, per via del successivo box pressing, performa meglio sui diametri un po' più generosi in questa linea.  Il prezzo, a parità di vitola, è uguale a quello della linea habano (8,50 per il Robusto), seppure la qualità complessiva leggermente inferiore a quest'ultimo lo renda un po' meno competitivo. Si tratta comunque di un prodotto valido che differenzia il marchio nel suo complesso e punta a fumatori che cercano un registro gustativo differente dalle due linee precedentemente descritte. Si esplicita decisamente di più una nota dolce, ed una paletta aromatica meno marcata sulle note tostate e terrose, che pure permangono sullo sfondo. Domina a tratti una gamma di aromi più ricondcibile alla frutta a secca a guscio alternata a note liquorose in fase centrale. 

La linea Connecticut è quella che forse evidenzia meno differenze tra i diversi formati, al di la delle caratteristiche intrinseche conferite dalle dimensioni specifiche del sigaro. Per i tratti tipici del blend, le migliori performace si ottegnono su sigari di media lunghezza che danno tempo alla liga di esplicitarsi senza assuefare i sensi alle note aromatiche. Oggettivamente parlando e tenendo in considerazione le preferenze di chi si rivolge a questo tipo di sigari, la migliore perfomance si ottiene dal formato corona (Bonchero no.4 la VdS), anche se soggettivamente, chi vi scrive preferisce il formato robusto. La complessità è sicuramente il punto di forza di questa linea che è quella piùà "dominican old style" dell'intero marchio. Si rivolge ad un ulteriore gruppo di fumatori, rispetto alle linee precedenti, per i quali Davidoff , con le sue linee "base" ha fatto da trend setter negli anni passati. La complessità aromatica e l'equilibrio sono i punti chiave, a scapito ovviamente dell'intensità e della forza che risulta media-lieve. Come abbiamo detto, la paletta aromatica è variegata, note fruttate e lievemente balsamiche associate a toni erbacei, di legno, di terriccio e pane tostato si bilanciano lungo tutta la fumata. Il palato è più morbido, coadiuvato da una maggiore cremosità e da note meno amare e più acidule. Il prezzo, leggermente inferiore alle altre linee, riflette la qualità complessiva del prodotto, e mantiene una buona competitività.



Esiste poi l'edizione limitata 80th Anniversary box pressed, presentata in un elegante cofanetto che ricorda un molde usato in manifattura, e che contiene 7 torpedo e 7 toros. Il blend è sicuramente accattivante e passa dalla capa San Andres (di una qualità ed aspetto inusualmente "smooth" per questa varietà) alla foglia di olor dominicano nel ripieno, passando per corojo, criollo e piloto di coltivazione dominicana. Con un così ampio spettro di tabacchi utilizzati verrebbe da immaginare una discreta complessità, ed invece la liga si esprime con un ottimo equilibrio e una paletta non eccessivamente complessa ma molto pulita, nonostante la forza sia medio elevata, e l'intensità ben presente. Cioccolato, Terra, Spezie e aromi di caffè sul finale dominano questa fumata (in entrambi i formati) che risulta completa anche a livello gustativo con un buon equilibrio dei quattro sapori primari (forse leggermente dominante l'amaro sul torpedo).

Infine, è reperibile un sampler denominato "exclusive" che contiene 10 sigari, di cui 5 della linea Connecticut e 5 della linea Habano.

In definitiva un marchio che esprime diversi livelli qualitativi nelle diverse linee, ma mantiene un buon rapporto Q/P in ogni linea, rispetto anche al benchmark che il marchio ha su altri mercati europei di riferimento, in ragione della diversa situazione fiscale che esiste nel nostro paese.  Coraggiosa la scelta di importare l'intero vitolario, sicuramente una scommessa per l'azienda, che però da al consumatore la possibilità di spaziare e di testare la performance dei blend in diversi formati. Di certo, anche per Amerigo Cigars, è un'opportunità per tracciare una tendenza di mercato anche per i futuri prodotti in importazione.

2 commenti:

  1. Ottimi Sigari Fatti Creati : per donare gioia al Palato Di Chi Ama
    un Fumare privo di gusti assurdi......... Bravi

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