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il contenuto del blog è rivolto a fumatori maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del sigaro, non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda che in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

24 giugno 2015

Introduzione al Nostrano del Brenta

Le origini del Nostrano del Brenta, per quanto non storicamente documentabili, vengono fatte convenzionalmente risalire alla fine del XVI secolo, quando un monaco benedettino di ritorno dalle americhe avrebbe portato con sé, nel Monastero di Santa Croce di Campese, alcuni semi di tabacco avanense.

Da allora è verosimile ipotizzare che la pianta originale si sia ibridata con altre varietà di tabacco (non sono da escludersi anche possibili contaminazioni con il tabacco Viriginia, coltivato peraltro nella vicina Austria). Di certo è documentabile un processo di selezione da parte dei coltivatori. Sono note, infatti, le coltivazioni di alcune
varietà strettamente imparantate, come il Cuchetto (pregiato per il suo aroma, ma ben presto abbandonato perché troppo delicato), l’Avanetta (dalla
foglia  piccola,  ma  di  buona  qualità), l’Avanone (molto  produttivo,  ma  di  pregio  inferiore) e infine il  Nostrano  Gentile (simile all’Avanone ma con un numero più elevato di foglie).

Quale che sia il suo trascorso evolutivo e colturale, il Nostrano del Brenta oggi ha assunto una identità propria, tale da renderlo elevabile a varietà autoctona.

Il Consorzio Tabacchicoltori Monte Grappa ha dato nuovo lustro a questa ormai antica varietà, con la produzione - rigorsamente a mano - dei sigari Doge e Ducale.

Nel video che vi presento oggi, ho cercato di fare un quadro introduttivo su questa interessante varietà di tabacco, sui sigari con esso prodotti e sulle principali differenze che lo distinguono dagli altri sigari.


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