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il contenuto del blog è rivolto a fumatori maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del sigaro, non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda che in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

02 agosto 2015

Ok il prezzo è Giusto (CC Apuano su Cigar Blog!)

Mi introduco in questo primo articolo dell'autore Antonio Pigino, alias cigar club Apuano, pseudonimo col quale da questo momento in poi alcuni ragazzi dell'ormai celebre gruppo facebook, condivideranno con noi di Cigar Blog alcuni articoli. Questa ulteriore collaborazione sancisce un sodalizio tra Blog e Apuano, cementato dall'amicizia e dal piacere di stare insieme a fumare sigari. Non mi dilungo oltre e vi lascio ai contenuti dell'articolo (introduzione by Zap).

Parafrasando la più grande trasmissione di successo condotta da Iva Zanicchi (ebbene sì, è stata una delle trasmissioni più riuscite della TV italiana con oltre 3000 puntate trasmesse), vorrei affrontare il tema spinoso del ‘prezzo giusto di un sigaro’. Naturalmente vi sono migliaia di fattori che vanno a definire il costo finale: si passa dalla tipologia di tabacco, alla cura, alla sua rarità, alla maturazione fino alle immancabili tasse o accise; tutti questi fattori vanno ad influenzare
il prezzo finale del nostro amato sigaro e sono la croce che ogni fumatore dovrà sopportare per soddisfare il proprio piacere e la propria passione.
Molti hanno già affrontato questo argomento e quindi sarà già stato sviscerato a fondo, non è mio interesse disquisire su fattori tecnici ed oggettivi, bensì ero interessato ad analizzare il valore soggettivo che un fumatore da al proprio sigaro: perché, diciamolo chiaramente, quando un sigaro ci piace e vogliamo a tutti i costi fumarlo, siamo disposti a quel sacrificio in più per acquistarlo, tenerlo fra le dita e giocarci con l’attenzione più scrupolosa, accenderlo e toglierci quella soddisfazione. In fondo quella del fumatore di sigari nasce come passione prima ancora di divenire vizio e l’appassionato di sigari non ammetterà mai il proprio vizio anzi, cercherà sempre una giustificazione per celare dietro alla propria passione anche spese pazze o follie vere e proprie.
Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore
F. Nietzsche
Già me lo immagino il nostro aficionado entrare nel tempio delle meraviglie, aggirarsi fra armadi climatizzati o stanze appositamente create per gli amati rotoli di tabacco, in cui il profumo della cedrella odorosa e dei puros si mischiano creando un aroma unico: eccolo, subito il curioso ‘esploratore’ scova in un angolino una scatola che cercava da tempo, una rarissima edizione regionale limitata delle isole fiji che per qualche oscuro e arcano mistero è finita lì; subito l’amico sigarofilo chiederà al sacerdote del tempio (il tabacchino -ndr) notizie su quella mistica scatola e quest’ultimo ne tesserà le lodi fino a convincerlo (come se ce ne fosse stato bisogno) ad acquistare gli ultimi 3 manufatti al misero costo di 33 euro cadauno. Naturalmente il fedele non si scomporrà, al massimo a pane e acqua fino al mese prossimo, ma quei sigari li acquisterà e lesto come un gatto che ha trovato una salsiccia correrà a riporli nel proprio humidor, il cui costo in alcuni casi non copre neppure l’acquisto di uno solo di quei sigari. Ecco, adesso nella mente del nostro eroe il tarlo della frenesia e dell’ingordigia prendono il sopravvento, voleva tenere quei sigari per delle occasioni importanti, ma non resiste: a pensarci bene oggi bisogna festeggiare, è il tremilatrecentotrentatreesimo giorno del calendario upupa della tribù Ipipi e visto che i sigari sono 3 e costano 33 euro, si deve sacrificarne uno per l’avvenimento speciale. Come un cerimoniere giapponese, il nostro ‘amateur de cigare’ prepara accendino, posacenere e un bel bicchiere di rhum agricolo made in china che tiene nascosto in uno stipetto del mobile della nonna: sul balcone, al terzo piano di un quartiere popolare di una grossa città, con un romantico contorno di afa e zanzare, iniziano i festeggiamenti; a crudo tipici sentori di sigaro d’alta fattura, si accende bene e la cenere iniziale ha davvero un bel colore, l’unico piccolo fastidio è un tiraggio un po’ costretto, ma passerà si ripete nella mente il fumatore: invece no, non passa, anzi, peggiora ed il sigaro si spegne. Poco male, magari è solo un po’ umido, lo riaccende ma il gusto non è più limpido come prima, invece il tiraggio sì, sempre pessimo: la scena si ripeterà più e più volte finché l’amato feticcio volerà dal balcone per finire in testa ad un passante nerboruto che minaccerà il nostro povero ‘cigar smoker’ di far entrare quel sigaro dove una volta la sua compianta madre infilava le supposte. Spero la storia vi sia piaciuta e non si stata noiosa: questa mi è servita proprio per portare alla luce il mio punto di vista sul prezzo giusto di un sigaro, che non è sempre una questione di denaro, ma ritengo sia soprattutto una questione di tempo. Il denaro al giorno d’oggi, ha valore in base al tempo che dedichiamo per ottenerlo e il valore di un sigaro è direttamente proporzionale al tempo ‘felice’ che questo ci regala. Naturalmente il mio ragionamento si basa sulla convinzione che il ‘fumatore lento’ sia una rara specie di vizioso che cerca di incanalare i propri peccati in attimi di piacere e rilassamento, ed è proprio la mancanza di queste componenti essenziali che farà imprecare il nostro personaggio, il fatto di non aver potuto trasformare in realtà quei piaceri che aveva solo immaginato e che erano a portata di jet flame. Pensateci bene: molti di voi, se non tutti, avranno avuto a che fare con un esemplare sfortunato, fosse questo molto costoso o molto cheap non importa, ma alla fine avranno detto quasi sicuramente ‘Soldi e tempo buttati’. Mi avvicino alla conclusione con una frase letta su una pagina di facebook: ‘È un ragionamento sottile, ma il fumatore si lamenta del costo di un sigaro solo se non ne è soddisfatto..cioè solo se quello che si aspettava dal sigaro non è ciò che ottiene.’ Bene cari amici che avete avuto la pazienza di leggermi fino a questo punto, vi saluto col motto del Cigar Club Apuano : ‘C.C.Apuano, conta la ciccia, non il contorno’ e per gli amici Veg ‘C.C.Apuano, conta il tofu, non la galletta di riso’.
Antonino Pigino

P.S.: il prezzo giusto del sigaro è quello che c’è a listino, se qualche furbetto vuole vendervi un sigaro ad un prezzo maggiore per qualche astrusa ragione o semplicemente perché lo ritiene un pezzo pregiato, c’è sempre la finanza..

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