contattaci: cigarblog1@gmail.com
il contenuto del blog è rivolto a fumatori maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del sigaro, non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda che in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

05 marzo 2012

Variare le fumate per affinare il gusto.

Durante le serate di degustazione mi capita molto spesso di parlare dell'importanza di variare regolarmente il tipo di sigari fumati. Molti aficionados, compreso chi vi scrive, hanno uno o alcuni sigari preferiti, che ovviamente tendono a fumare più spesso o addirittura quasi sempre. Ma è anche naturale in molti fumatori di sigari la ricerca di qualcosa di nuovo nel panorama dell'offerta di puros, un po per curiosità e un po perchè, magari, altri aficionados ci decantano le qualità di un nuovo sigaro.
Ma l'importanza di variare le fumate non è solo una questione "esplorativa" o dovuta alla curisità, è invece un esercizio fondamentale per affinare le percezioni gustative ed olfattive che sono alla base della cata, non solo di nuovi prodotti ma anche dei nostri puros preferiti.
E' infatti ampiamente dimostrato, anche da studi scientifici di neurofisiologia, che esiste una memoria gusto-olfattiva oltre che una memoria visiva ed uditiva. Oltre alla memoria di aromi e sapori già percepiti in passato è anche utile assegnare ad essi un nome per poterli riconoscere ancora meglio e riportarli alla mente con più precisione.
La memoria sensoriale va però distinta dalla sensibilità, mentre la sensibilità può aiutare a percepire più nitidamente gli stimoli, ed è una dote innata, la memoria gusto-olfattiva può essere benissimo acquisita ed affinata nel tempo. Una persona dotata di olfatto eccellente ma non allenata a distinguere gli aromi dei sigari, riuscirà sicuramente a percepire in maniera più nitida gli aromi ma non saprà assegnargli un nome, cosa che invece sarà in grado di fare un fumatore attento ed esperto.
Le parole chiave per l'allenamento della memoria gusto olfattiva sono sostanzialmente due: differenziazione e attenzione. Più è varia la tipologia di sigari che fumate (toscani, cubani, caraibici di diversa provenienza), più sarà ampio il numero di aromi e sapori, e relative intensità e sfumature, che riuscirete a distinguere; allo stesso modo più vi sforzate di associare i sapori, ma soprattutto gli aromi, a qualcosa di esistente che è già nella vostra memoria, assegnando loro dei nomi (es. aroma di caffè o cacao, piuttosto che di legno o terra), più facile sarà in futuro riconoscere quella determinata sensazione, anche in sigari in cui prima non riuscivate a percepirla distintamente, ma dove riconoscevate semplicemente un "qualcosa in più" che non riuscivate a decifrare.
Personalmente ho 3 o 4 sigari preferiti, che fumo più spesso degli altri, tuttavia difficilmente supero le 10-12 fumate all'anno per la stessa vitola, il resto delle mie fumate è vario ed eterogeneo, spaziando dai toscani ai caraibici e dai cubani alla pipa, proprio per non fossilizzare il palato solo su un certo gruppo di aromi e sapori, magari ricorrenti in uno specifico gruppo di prodotti.

1 commento:

  1. Pezzo "educativo" molto ma molto interessante!
    È bello avere un puros preferito, ma la scoperta di nuovi orizzonti è eccitante allo stesso modo, è per questo che appena vado all'estero cerco di provare piu cose possibili o faccio scorta di novità, come appunto fatto per i Casa Magna.
    Importantissimo è avere un bagaglio di sigari fumati alle spalle.
    In tale senso consiglio vivamente degustazioni in parallelo se avete amici di fumo, con il quale potrete scambiarvi pareri e confrontarvi sulle sensazioni provate.

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...