16 ottobre 2017

Blocchi di facebook, tra nuovi algoritmi, pagine "sotto controllo" e segnalatori anonimi

Chi segue sul noto social network i "canali fumosi" si sarà sicuramente imbattuto, in questi giorni, nel nuovo fenomeno dei blocchi applicati agli utenti, per via di post pubblicati mesi o anni fa. Avrete sicuramente tra i vostri contatti qualcuno che è stato bloccato, o siete stati bloccati voi stessi, per cose che avete pubblicato in passato.
Sicuramente c'è stato un "giro di vite" da parte di facebook, ben al di la del contesto del mondo dei sigari, rispetto ai post con parole chiave omofobe, o razziste, al di la del fatto che il contesto della frase abbia effettivamente un tono offensivo o di natura discriminatoria, fino all'assurdo, ovvero a bloccare contenuti in cui la parola era stata ripresa da un post, proprio per denunciare il contenuto discriminatorio. Nel caso di chi vi scrive, ad esempio, il primo blocco (24 ore) che ho ricevuto è stato per un post, in cui, in merito ad una aggressione subìta da un extracomunitario, avevo commentato "ma si sa che quando le aggressioni le fanno i negri fa notizia, e quando le subiscono passano in sordina". Va da se che la parola "negri" in quel contesto era per enfatizzare e denunciare chi discrimina la gravità dei fatti in ragione di chi è, di volta in volta, aggressore o aggredito.
Quello che però è anomalo, e certamente intollerabile, è la particolare attenzione rivolta
verso certi gruppi, ed in particolare la probabile segnalazione da parte di uno o più utenti degli stessi, con cadenza regolare, tale da reiterare e prolungare i blocchi verso utenti specifici di un determinato gruppo, segnalando post passati, ovviamente contenenti frasi "border line" ma dette nella stragrande maggioranza dei casi in tono goliardico, e senza velleità xenofobe od omofobe.
Se esiste un algoritmo o un "bot" di Facebook che evidenzia e segnala uno o più contenuti ritenuti fuori dagli "standard della comunità" la logica vorrebbe che, se tale strumento si applica retroattivamente, un utente "trasgressore" dovrebbe trovarsi una lista dei contenuti non idonei, e un blocco temporaneo, in linea con la gravità degli stessi. Quello che invece avviene nelle ultime due settimane, in particolare sul gruppo Cigar Club Apuano, è una reiterata segnalazione, atta a bloccare parte degli utenti più a lungo possibile. Abbiamo verificato che il blocco non è applicato a tutti gli utenti che hanno pubblicato contenuti "border line" rispetto agli standard di facebook, e che per contro, gli utenti segnalati una volta su questo gruppo, vengono poi risegnalati una volta che il loro account viene sbloccato dalla sanzione precedente.
Nel caso di chi vi scrive, ad esempio, il blocco è stato applicato per le seguenti frasi "meglio Marika che Maricòn" e "finocchi freschi di giornata" in risposta a due post goliardici su Apuano, che hanno provocato rispettivamente un blocco di 3 e 7 giorni (uno di seguito all'altro, dopo il primo di 24 ore, e di cui l'ultimo ancora in atto) . Altri utenti sono stati bloccati anche con parole che, in italiano, non hanno alcun significato omofobo o razzista, come ad esempio "auricchio" o alcune parole in dialetti di varie parti d'Italia.
La particolare modalità, fa pensare ad una azione volontaria, da parte di uno o più utenti che si prendono la briga di segnalare persone specifiche (spesso le più visibili e attive sul gruppo) al fine di limitarne il campo di azione sul social network.
Non possiamo commentare, anche perchè non meritano commenti, gli autori di tali segnalazioni, ripeto, decontestualizzate e strumentali, ma ci limitiamo ad osservare che, come già accaduto in passato, non solo verso apuano, ma anche verso altri gruppi di appassionati di sigari in italia, anche in questo caso, chi non può confrontarsi sui contenuti, adotti squallidi mezzucci e sotterfugi per togliere voce a presunti "competitor" in questo mondo fumoso.
Il fenomeno ovviamente non è isolato, ci sono altri esempi simili, capitati a seguito dell'introduzione della nuova policy di facebook. Un articolo sulla Stampa ha ripreso l'argomento descrivendo una situazione simile, fino al blocco finale del profilo, fortunatamente con le opportune rimostranze l'account è stato ripristinato... intanto onde evitare il blocco totale e la perdita dei contatti, molti di noi hanno attivato un secondo account di riserva.

1 commento:

  1. Assurdo quello che ti è capitato e assurdo è il modus operandi di Facebook. tutto ciò non fa che consolidare l'opinione che ho di quel social network, con cui convivo per interessi legati al mio blog ma che cancellerei volentieri dalla mia esistenza se non mi servisse...

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